Filodrammatica di Ischia APS

Chi siamo

«Oggi, primo aprile 1921, si è costituito in Ischia un circolo che si denomina: Circolo Filodrammatico d'Ischia. Scopo del circolo è anzitutto di mantenere nei soci la vera fratellanza e concordia, di sviluppare in essi forti e schietti caratteri sociali, di iniziarli all'attività professionale e di promuovere loro onesti divertimenti». Con queste righe tratte dallo statuto originario aprimmo il libro “Attori & Spettatori”, pubblicazione edita in occasione dei primi vent'anni dalla rifondazione avvenuta nel 1978; con le stesse righe aprimmo anche il libro del Trentesimo. Non potremmo quindi non aprire in questa maniera anche il libro del Quarantesimo, un anniversario dalla consistenza intimorente.

Info

Sito web: www.filoischia.it
Telefono: +39 347 2870491
Referente: Filippi Gianluca
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La nascita del sodalizio, come spesso capitava in quegli anni, si dovette ad un parroco, Don Giuseppe Groff, che già nel 1902 fondò la Famiglia Cooperativa di Ischia e contribuì alla fondazione dell'allora Circolo Filodrammatico di Ischia, affidato dal 1925 al presidente Angelo Roat fu Leopoldo. Di quegli anni rimangono poche tracce, considerato che l'unico registro ritrovato (e tuttora utilizzato) risale al 13 novembre 1949. La prima timida attività si teneva negli scantinati degli “Stebei”, prima di diventare più stabile con l'ampliamento della scuola dell'infanzia “Don Giovanni Angeli”. Fu proprio la stessa scuola, però, a sferrare un colpo letale nel 1973, quando l'esigenza di ristrutturare l'edificio spinse la filodrammatica a liberare i locali dell'asilo. L'entusiasmo si dissolse, così come la voglia di tornare sul palco. La televisione impazzava.

L'interruzione dell'attività fortunatamente non durò a lungo. Verso la fine degli anni Settanta la realizzazione del nuovo teatro fece ritrovare energie e risorse per restituire al paese la filodrammatica. Nel 1978 iniziarono infatti i lavori di ristrutturazione della nuova sede, ospitata al primo piano della canonica, realizzata con il contributo del Comune per la fornitura dei materiali e la manodopera di moltissimi volontari. Il teatro di un'ottantina di posti venne completato nella primavera nel 1979. Nel 1978 il Circolo Culturale Filodrammatico di Ischia venne ricostituito. Fu nominato presidente Renzo Dorigoni.

Furono gli anni di uno spettacolo a stagione: nel 1978 “Oreste Del Vai Notaio”, nel 1979 “La Baronessa dei finferli”, nel 1980 “Il figlio” e “Rudy un ladro di meno”, poi “L'avvocato Bagola” nel 1981 e l'anno successivo “L'alegro testament de zio Narciso” e “Ci penso io”. Risate continue anche nel 1983 con “El sacrifizi de Liseta” e l'anno dopo “Ciacere en cosina”. La lista si allunga con “La famiglia Pizzega” nel 1985, poi “La sposina la fa i caprizi” e la storica “sfida” tra attori ed attrici del 1986 divisi sul palco tra due commedie: “Chiudi un occhio perpetua” di sole donne e “La morte scarlatta” di soli uomini.

Mentre si susseguono i presidenti (dopo Renzo Dorigoni era stato nominato Flavio Filippi e quindi Giuseppe Angeli), si arriva all'anniversario dei primi dieci anni con “I busi da stropar” e “Na sposa de scorta”. Nel 1989 “Paes picol, la zent la mormora”, mentre l'anno dopo arrivò “El corsaro Botola”, accanto al lavoro destinato ai giovani “El gilé ensanguinà”. Nel durante altri due presidenti, con Paolo Lazzeri e Daniela Roat. Arriva anche l'epico lavoro “Il drago”, prima di tornare al relax (si fa per dire) con “Beniamino” nel 1995. L'anno dopo arriva Ermenegildo Pedrini alla presidenza e Giuseppe Angeli abdica dalla figura di regista dopo quasi vent'anni di attività. Al suo posto subentrerà Michele Roat, che curerà “Scherzi del diavolo”.

Nel 1998 arriva il ventennale, festeggiato con lo spettacolo “Vent'anni di teatro dietro una porta”, un film immaginario ove sono stati racchiusi i momenti più significativi della filodrammatica. Alla festa seguì la quiete. Prima della tempesta. Gli anni che seguirono non furono sicuramente illuminati per il sodalizio: l'entusiasmo scemò, gli abbandoni aumentarono, il rischio di buttare tutto a mare si concretizzò. Ma come sempre, quando le difficoltà mettono in ginocchio, si trova anche la forza per rialzarsi. E così fu, con l'abbinata Pedrini alla presidenza e Angeli di nuovo alla regia. Quattro anni dopo, nel 2001 arriva “Odio sbianchezar”. Si comincia a fare qualche replica in più per valorizzare gli sforzi e le energie profuse nella preparazione dello spettacolo e così il successivo arriva nel 2003 con “En sac de confusion”, quindi “Fior de cactus” nel 2005, prima di arrivare a “Il colpo della strega” del 2007.

E' in questo modo che la filodrammatica di Ischia passa dagli “enta” e si affaccia gli “anta” e le soddisfazioni continuano. Nel 2009 va in scena “Centocinquanta la gallina canta” di Achille Campanile che farà entrare nella filo alcuni giovani desiderosi di fare teatro, grazie ad un laboratorio teatrale. Poi “Parenti Serpenti” di Carmine Amoroso nel 2011, con il quale la filo parteciperà al concorso Palcoscenico Trentino, dal quale ottiene il premio di miglior regia per Ermenegildo Pedrini. Nello stesso anno va in scena “Il vestito nuovo dell'imperatore” di Gianni Rodari, con il vivaio della filo che cresce in maniera molto importante.  Quindi un paio di anni dopo “La Luce Azzurra della Felicità”, ispirato a “Uccellino azzurro” di Maurice Maeterlinck con ancora i giovani e i ragazzi protagonisti. Nel 2015 è la volta di “Gobbo il Re, storta la Regina” di Aquilino, seguito da “Non dirmi che non sei felice” di Menegoldo Perridini, che debutta nel 2018. Uno spettacolo molto apprezzato anche alla 23esima edizione di Palcoscenico Trentino, dal quale riceve il premio come migliore scenografia, miglior attrice e miglior attore.

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